Se hai coraggio...

Se hai coraggio, ti raccomando Il Libro che ha dato una svolta radicale e definitiva alla vita: “I Cedri sonori della Russia” di Vladimir Nicolaevici’ Megre. Dico Il Libro e non “I Libri”, poiché io li vedo come un unico libro, composto da nove parti:

  Anastasia (il primo libro)

  I Cedri Sonori della Russia (il secondo libro)

  Lo Spazio d’Amore (il terzo libro)

  La Creazione (il quarto libro)

  Chi siamo noi? (il quinto libro)

  Il Libro della Famiglia (il sesto libro)

  L’Energia della Vita (il settimo libro)

  La nuova Civiltà (l’ottavo libro, parte prima)

  I Riti dell’Amore (l’ottavo libro, parte seconda)

  Anasta (il decimo libro)

Per coloro che lo leggeranno, questo Libro sarà l’equivalente della “Pillola Rossa”. Non pochi saranno coloro per i quali questo gesto rimarrà privo di conseguenze, mentre gli insegnamenti di Anastasia avranno un effetto simile di una pillola non digerita. Al contempo, per coloro che percepiscono già che c’è qualcosa di sbagliato nel mondo in cui viviamo, “I Cedri sonori della Russia”, può rivelarsi “Il Libro-Terremoto”.

Che non ti piaccia quello che ti circonda e che tu senta di non aver scelta, e perciò rassegnarti, è un discorso… E’ diverso, però, se sei consapevole che l’alternativa esiste, se sai esattamente cosa devi fare per arrivare là.

Per me, leggere “I Cedri sonori della Russia” con la mente e con il cuore è stato come se avessi ricevuto una visione sull’Umanità Adulta. Come se avessi visto (anche se per alcuni secondi) Il-Mondo-in-qui-mi-sarebbe-piaciuto-essere-nata. Ancor di più, ho visto Il-Mondo-nel-quale-desidero-che-i-nostri-figli-crescano. E’ stato come un flash che mi è rimasto inciso nel cuore per l’eternità.

Se prima trovavo difficile vivere in città, ora, dopo aver letto “I Cedri sonori della Russia”, questa cosa è diventata quasi impossibile. Giorno dopo giorno dovevo confrontare l’immagine dei palazzi tristi, stipati uno addosso all’altro, il rumore artificiale della città, con la luce ed il canto nati nella mia Anima.

A volte m’immagino che tutte le persone percepiscano istintivamente che, come degli assurdi giardini zoologici, con il loro cemento onnipresente, con il rumore ininterrotto delle migliaia di motori, con il fumo che avvelena l’aria, le città non possono rappresentare l’ambiente di vita naturale dell’uomo. Ma, come anche gli animali in cattività, hanno paura di lasciare le gabbie, le persone non cercano più una via d’uscita, perché sono spaventate dell’ignoto. O, forse, chissà, perché hanno dimenticato completamente…

Io non ho dimenticato! Ho sempre saputo questo. Dopo aver letto “Anastasia”, però, tutto è peggiorato. Giorno dopo giorno si intensificava il sentimento che il mio posto non era quello. Ci è voluto del tempo per uscire dalla gabbia, ma una volta fuori, ho compreso il vero significato del concetto “a casa”. Sì, ci è voluto anche tanto coraggio! Ho dovuto affrontare una somma di paure; alcune più piccole e non significative, come ad esempio la paura della solitudine, e altre più profonde e nascoste, che si sono rivelate gradualmente, col passare del tempo. Poiché ciascuna paura che affrontavo e superavo portava con sé una trasformazione.

E’ giunto il tempo in cui

è più difficile rimanere un bocciolo,

che dischiudersi.

Il seguito è stato come una seconda nascita. Dolorosa, ma inevitabile. Talvolta credo che anche il bruco, può darsi, ha paura di trasformarsi in farfalla…

Se ti raccomando i libri? Non lo so! Hai coraggio? Io-quella-di-adesso non rimpiango di averli letti. Tuttavia, non sono sicura che Io-quella-nel-bocciolo avrei avuto il coraggio di leggerli, sapendo le trasformazioni che questo mi avrebbe portato.

E questo mi ricorda un’altra poesia:

Avvicinatevi al precipizio, le disse lui…

Non possiamo, abbiamo paura!

Avvicinatevi al precipizio, li chiamò egli di nuovo.

E loro si sono avvicinati.

Poi lui li ha spinti…

E loro hanno spiccato il volo.

Avvicinatevi al precipizio!

 

Ana Araia

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